
DISTRICT 97
Live For The Ending
Cherry Red
***1/2
I District 97 sono stati fondati a Chicago, nel 2006, da Jonathan Schang, batterista e compositore. Dopo vari cambi di formazione, hanno raggiunto il loro assetto attuale con l’ingresso della cantante Leslie Hunt (finalista nelle categorie femminili del programma American Idol), di Andrew Lawrence alle tastiere, Tim Seisser al basso e Jim Tashjian alla chitarra.
Il primo Hybrid Child,del 2010, permise loro di esprimere rilevanti qualità prog-rock, tanto che John Wetton partecipò al successivo Trouble With Machines e nel 2013 si unì al gruppo per un tour fra USA ed Europa. Seguirono altri dischi, anche dal vivo, e nel 2016, i District 97 aprirono per una tournée degli Yes. Il primo lavoro a uscire sotto l’egida di Cherry Red è del 2019: grazie a Screens, Bill Bruford e Mike Portnoy li definirono la nuova sensazione in ambito prog.
Live For The Ending raccoglie la loro rendition dal vivo del disco in studio del 2023, Stay For The Ending, registrata nel corso di tre concerti, Chicago (2022) e due date europee (2023). La presenza carismatica della cantante Leslie Hunt conferisce all’insieme un’impronta decisamente rock, che talvolta ricorda Ann Wilson delle Heart.
Il disco si apre con la title-track, dove subito vengono evidenziate le doti della vocalist, del chitarrista e del batterista, vero fulcro di questo brano molto ritmico. La lunga Mirror si apre lenta, su un arpeggio di chitarra, per virare poi verso galassie decisamente prog, con accelerazioni e rallentamenti non solo strumentali, ma anche vocali, che mettono in luce tutta la band, concentratissima nell’esecuzione di una ballad con piano e synth conclusa dalle unghiate heavy di chitarre distorte. Many New Things ha un andamento chitarristico ciclico e ripetitivo, sull’onda dei King Crimson, indiscusso punto di riferimento della band; a loro è evidentemente dedicata la bella cover di Matte Kudasai (tratta da Discipline), cui conferisce nuova vita la calda voce di Leslie.
Anche Crossover rimanda al Robert Fripp chitarrista con un abbinamento fra canto e base ritmica davvero efficace; decisamente potente, elettrica e abrasiva è, inoltre, Divided We Fall, con un’accelerazione in crescendo. La breve Keyboard Interlude prosegue con il canto di Leslie, che si accompagna al piano in una ballata dal titolo Life Cycle. Un basso continuo, con arpeggi chitarristici, apre X, successivamente trasformata in X Faded, con Leslie in grande evidenza. Decisamente cupa e dominata dalla sezione ritmica la lunga Deck Is Stacked, in seguito inerpicata su reminiscenze crimsoniane con un lungo assolo della batteria di Schang.
Nei quasi 10 minuti di The Watcher viene ulteriormente sottolineato l’uso della voce potente di Leslie, molto particolare, con cadenze vocali tirate, e un intermezzo strumentale dai cambi di ritmo decisamente prog, mentre il vibrafono rimanda addirittura ai Family. La chiusura del concerto presenta uno dei loro brani più famosi e, come la cover dei KC, non compresi nell’album originario: si tratta del rock classico di On Paper, cantato a due voci, con l’elettrica in evidenza, accompagnata dal drumming stratosferico di Schang.